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i talibé Stampa E-mail
Scritto da Sara Legnante   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 12:47

 

Talibé è una parola “wolof”; in mandingo e in pular (in Senegal ci sono diverse etnie) il termine è: Almoudou;  in arabo: alib. Talibé significa “una persona che apprende”, e viene attribuito ai bambini iniziati alla lettura del Corano in una scuola coranica comunemente chiamata daara (che significa: un luogo di apprendimento).

Le daara sono delle istituzioni che si fanno carico dell’educazione religiosa dei bambini; qui i talibé apprendono alcuni dei valori della vita comunitaria come la cortesia, la solidarietà, la tolleranza, la perseveranza, l’obbedienza e l’umiltà. La daara è uno spazio di vita sociale, di insegnamento del Corano, e di iniziazione alla vita sociale e spirituale sotto la responsabilità del maestro cranico: il marabout, comunemente chiamato Sérigne daara, al quale i parenti, a volte dopo aver percorso centinaia di chilometri, affidano i loro bambini. Infatti i talibé, nella maggior parte dei casi sono provengono altre regioni del Senegal o addirittura da Paesi limitrofi: le due Guinee, il Gambia, il Mali. Il marabout si assume la responsabilità dell’affidamento del bambino dal punto di vista educativo e della sussistenza, durante tutta la durata del suo soggiorno nelle daara.

I talibé nelle daara sono costretti a vivere in condizioni igieniche spaventose.

Oltre alle carenze materiali, i bambini vivono di privazioni affettive e non andranno mai a scuola.

Sono obbligati ad elemosinare una quantità di riso, zucchero e monete da consegnare quotidianamente al marabut .L’associazione cerca di colmare i disagi di questi bambini e ragazzi, paradossalmente molto educati e disciplinati, regalando loro momenti di gioco in un luogo sicuro e sereno sotto la guida degli educatori e dei numerosi volontari che si alternano, ma soprattutto dando loro la possibilità settimanale di una doccia, di un ricambio di vestiti puliti e talvolta nuovi, di un pasto completo. Inoltre, un pomeriggio alla settimana, hanno anche la possibilità di svolgere due ore di alfabetizzazione.

Perché non andranno mai a scuola; raggiunta la maggiore età migreranno verso l’Europa, o troveranno lavori di fortuna, raramente torneranno dalle loro famiglie. Sono spesso dei fantasmi per l’anagrafe, le cure mediche le ricevono per caso e soltanto grazie all’operato di qualche associazione. Eppure sono curiosi di sapere, di conoscere; sono felici per ogni minima, e per molti qui, banale e scontata opportunità che gli viene offerta, sia essa quella di leggere loro una fiaba, di giocare una partita di calcio o trascorrere qualche ora serena in spiaggia.

 

 


Associazione "I Bambini di Ornella" Onlus - sede legale: via Parini, 10 - 22100 Como. CF 95081870131

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