Italian - ItalyFrench (Fr)English (United Kingdom)
IL PROGETTO Stampa E-mail
Scritto da Sara Legnante   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 11:53

BREVE STORIA DEL PROGETTO

L’Associazione « I Bambini di Ornella » nasce nel mese di Marzo del 2005, in un primo tempo in Italia con sede a Como (Lombardia), da un progetto del suo fondatore, Severino Proserpio, premiato con il prestigioso riconoscimento dell’Abbondino d’Oro 2007. Tale progetto si propone inizialmente di dare una casa ai Talibé (bambini senza famiglia, dal wolof “colui che apprende”) che popolano anche le strade di Kelle, luogo dove Severino Proserpio stabilisce la propria residenza, raggiunto in seguito dal suo collaboratore Andrea Flaborea, allo scopo di seguire personalmente la realizzazione di un Centro di accoglienza.

Da subito emerge la necessità di dar vita ad un’organizzazione parallela in Senegal, che adotti criteri e competenze atti ad intervenire in maniera mirata e con il consenso e l’appoggio della popolazione e delle autorità locali. Si costituisce così, sempre nel 2005, l’Association  Les Enfants d’Ornella, con una propria struttura ed un consiglio amministrativo il cui scopo è di raccogliere competenze ed esperienze basate sul contesto locale. L’Associazione I Bambini di Ornella, a sua volta, in Italia, si struttura in base alle rilevanze di intervento sviluppate dall’Associazione gemella, allo scopo di fornire fondi e materiali necessari e, quando richiesto, competenze professionali.

Il Progetto si affina nel contatto diretto con la realtà socio­economica del territorio cui fa riferimento la Comunità Rurale di Yene, di cui fanno parte i villaggi di Kelle, Toubab Dialaw, Niangal, Yene Ndetakh, Yene Kao, Yene Guedj, Yene Todd Niayes Khayes, Ndoukhoura Wolof.

Particolarmente importante, nella ridefinizione del Progetto iniziale, risulta il coinvolgimento diretto delle autorità sociali e religiose locali, che con il Direttivo studiano e discutono le linee di base da cui si era partiti. Tale collaborazione ha portato alla donazione, da parte della Comunità Rurale di Yene, di un terreno di 2.000 metri quadri per la costruzione del Centro.

Contemporaneamente, in Italia, il Sindacato Pensionati Italiani della CGIL Lombardia fa proprio il progetto e stanzia i fondi necessari per la costruzione delle strutture murarie necessarie.

Nasce così un edificio di 750 metri quadri, che oggi accoglie le attività diurne con una presenza di più di 300 bambine e bambini rispondendo ai nuovi requisiti del Progetto nati dalle sinergie messe in atto. La struttura ha il compito di:

1. Favorire la scolarizzazione, riscontrata come uno dei problemi principali. A tale scopo si è deciso essere d’appoggio alle scuole locali, intervenendo come supporto alle famiglie più disagiate, allo scopo di promuovere condizioni che agevolino la continuità nella frequenza scolastica dei bambini. In questo caso sono da prevedere anche situazioni residenziali (la struttura attuale del Centro mette a disposizione 20 posti letto), oltre che spazi adatti al doposcuola per tutti gli altri bambini.

2. Favorire l’incontro tra generazioni prevedendo uno spazio dedicato agli anziani dei villaggi, garantendo così la continuità della tradizione orale, parte fondamentale del substrato socio-culturale locale.

3. Promuovere attività culturali varie, in modo da diventare punto di riferimento e di aggregazione per tutta la comunità. A tale scopo sono previsti spazi per una biblioteca – videoteca e per attività musicali e teatrali.

4. Promuovere nel prossimo futuro il successivo avviamento al lavoro dei ragazzi, tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità economiche locali. In tal senso si punta a capitalizzare la professionalità acquisita dai migranti che tornano in patria e quella dei rappresentanti di categoria italiani raccolti dalla grande esperienza dei sindacati disposti ad organizzare corsi e stage. Grande importanza, in questa fase, sarà data dall’accesso al microcredito.

Parallelamente al completamento della struttura, con modalità e risorse adeguate a non creare aspettative anzitempo, si è proceduto ad assumere e formare il primo personale necessario all’avviamento delle attività, oltre che a reperire il materiale didattico necessario.

Questi primi passi sono stati mirati alla formazione dell’équipe locale che gestirà le attività del Centro sotto la direzione dell’Association Les Enfants d’Ornella e del Comitato formato dai suoi rappresentanti in sinergia con quelli della Comunità Rurale di Yene.

I PRIMI PASSI DEL CENTRO “G. QUADRONI”

A partire dagli ultimi mesi del 2007, terminati i lavori di edificazione del Centro sotto la supervisione di Severino e del suo collaboratore Andrea Flaborea,  che nel frattempo, dopo un periodo di collaborazione trascorso tra Italia e Senegal, si è definitivamente stabilito a Kelle, vengono avviate gradualmente le prime attività diurne del Centro.

Andrea, oltre a controllare gli interventi di edificazione della struttura, avvia e segue le attività educative, rivestendo il ruolo di Direttore del Centro fino al giugno 2010.

Tali attività sono risultate particolarmente importanti per promuovere il Centro: hanno permesso di far conoscere ed apprezzare concretamente il lavoro realizzato, e di instaurare quel rapporto di fiducia con la popolazione locale indispensabile per lo svolgimento delle attività stesse, per il completamento delle infrastrutture della mensa, e per la formazione e l’ assunzione del personale.

Dal mese di marzo 2008 al Centro vengono avviate alcune attività in forma continuativa con carattere educativo e ludico rivolto ai bambini della comunità locale:

  • Corsi di percussione – attività di avvicinamento, basata sulla grande attrattiva di una delle più radicate tradizioni locali.
  • Corsi di danza – introduzione alle regole comportamentali di disciplina ed impegno.
  • Teatro – didattica sulla spontaneità ed espressività agite in un contesto organico.
  • Corsi-vacanza (nel periodo di chiusura delle scuole) e Corsi di integrazione scolastica, svolti al mattino presso la scuola di Kelle ed il pomeriggio presso il Centro, con l’obiettivo di rafforzare le difficoltà sulle materie di insegnamento e introdurre i temi del rispetto, dell’impegno e dell’igiene sanitaria.
  • Petit Reporter. È un’attività avviata con i ragazzi più grandi, promossa con il sostegno dei laureati e laureandi dei villaggi, basata sulla consapevolezza dei problemi locali. I bambini intervistano gli adulti e si fanno attori delle esigenze locali, imbastendo rappresentazioni che vengono poi trasmesse dalle radio locali, molto ascoltate in un contesto poco o per niente scolarizzato.
  • Alfabetizzazione con i “Bambini di Spiaggia”. Si tratta dei numerosi bambini che non frequentano le scuole e che vagano sulla spiaggia in attesa di un ingaggio da parte dei pescatori locali. Li si avvicina con attività di carattere ludico e, successivamente, li si introduce alla scolarizzazione. Spesso occorre dar loro riconoscimento giuridico (anagrafe).
  • Alfabetizzazione con i Talibé. Sono i bambini (tutti maschi) affidati ai Marabout, che insegna loro il Corano. Molti sono orfani, molti giungono da altre regioni dell’Africa. Hanno un futuro incerto e si mantengono con la questua. Con i Marabut che hanno accettato il Progetto si interviene a sanificare le Daara (le case dei Marabut) e si inizia l’alfabetizzazione.

Com’è comprensibile ci sono stati molti abbandoni, dovuti per lo più al periodo (molti bambini al termine dell’anno scolastico vengono impegnati come supporto economico dalle famiglie, i più abbienti vanno in vacanza, altri migrano presso parenti) ma alla fine dei vari corsi l’assiduità si è potuta attestare sul 70% dei partecipanti e, cosa di grande importanza, ha visto il positivo coinvolgimento dei villaggi, delle famiglie, delle associazioni del territorio e degli insegnanti delle scuole locali.

IL CENTRO “G. QUADRONI” NEGLI ULTIMI DUE ANNI

Negli ultimi due anni la struttura organizzativa ed il personale operante al Centro si sono notevolmente rinforzati di pari passo all’offerta educativa. A partire dall’anno scolastico 2009/2010 le attività sono state di molto incrementate e raffinate, ed hanno avuto il sostegno sempre più convinto e partecipato delle scuole locali.

La gestione del Centro è affidata attualmente ad un coordinatore didattico, nonché insegnante, da un educatore e mediatore culturale e da un’insegnante, supportati da operatori ed animatori a tempo determinato e da tre lavoranti generici (due cuoche ed un guardiano-manutentore). Tutti gli operatori sono locali.

Le tre figure centrali, Coordinatore Didattico, Insegnante e Mediatore Culturale, hanno tutti i requisiti necessari di scolarizzazione, competenza nel rapporto con l’infanzia e conoscenza del francese, della lingua locale e dei dialetti in uso tra la popolazione; inoltre hanno frequentato i seguenti stage formativi:

-         “Malnutrizione, educazione sanitaria, igiene e profilassi,salute e prevenzione” organizzato dall’Associazione G.A.I.A. di Dakar – docenti sig.ri Fofanàn e Macine Ba;

-         Corso di Pronto Soccorso, organizzato dall’Associazione NAGA – docente Dott. Italo Siena;

-         Corso di conoscenza del territorio, con particolare riferimento alle realtà familiari, alle differenti etnie, agli usi e costumi locali, al fine di individuare correttamente l’utenza del Centro Educativo – docente Mor M’Baye;

-         Corso di formazione giuridica di base, per la conoscenza della legislazione senegalese, con particolare riferimento al diritto di famiglia ed al diritto ed educazione scolastica - docente Maitre Ousmane Yade;

-         Corso integrato di lingua Francese-Wolof - Marietou Samb.

In particolare, oltre ai vari corsi e laboratori di musica, danza e Teatro, particolare attenzione è stata posta alle attività rivolte alle bambine ed ai bambini maggiormente bisognosi: i bambini di spiaggia ed i talibè.

I Bambini di Spiaggia

L’obiettivo primario è costituire un riferimento per quei bambini del villaggio che trascorrono le loro giornate in spiaggia, al mercato del pesce o sulle piroghe, senza mai mettere piede in una scuola.

Gli insegnanti del Centro all’inizio di ogni anno scolastico, avvicinano i bambini sulla spiaggia da invitare alle lezioni, convincono quindi i loro genitori dell’importanza dell’educazione scolastica. Curandone anche l’aspetto anagrafico, provvedendo all’iscrizione di quei bambini molto spesso neppure registrati; requisito questo indispensabile per poter frequentare la scuola pubblica.

In seguito vengono formate delle classi che per un anno svolgono una sorta di pre-scuola ed alfabetizzazione in francese, lingua ufficiale ma, soprattutto nei villaggi, parlata da pochi. La maggior parte della popolazione si esprime utilizzando uno dei numerosi dialetti presenti in Senegal, di cui il wolof è il più comune. Dopo un anno di preparazione al Centro, in cui vengono acquisite le nozioni scolastiche fondamentali, i bambini vengono inseriti nella scuola pubblica. Gli insegnanti stessi della scuola riconoscono il buon livello di preparazione con cui questi bambini arrivano a frequentare la scuola.

I Talibé

Talibé è una parola “wolof”; in mandingo e in pular (in Senegal ci sono diverse etnie) il termine è: Almoudou;  in arabo: alib.

Talibé significa “una persona che apprende”, e viene attribuito ai bambini iniziati alla lettura del Corano in una scuola coranica comunemente chiamata daara (che significa: luogo di apprendimento).

Le daara sono delle istituzioni che si fanno carico dell’educazione religiosa dei bambini; qui i talibé apprendono alcuni dei valori della vita comunitaria come la cortesia, la solidarietà, la tolleranza, la perseveranza, l’obbedienza e l’umiltà. La daara è uno spazio di vita sociale, di insegnamento del Corano, e di iniziazione alla vita sociale e spirituale sotto la responsabilità del maestro cranico: il marabout, comunemente chiamato Sérigne daara, al quale i parenti, a volte dopo aver percorso centinaia di chilometri, affidano i loro bambini. Infatti i talibé, nella maggior parte dei casi sono provengono altre regioni del Senegal o addirittura da Paesi limitrofi: le due Guinee, il Gambia, il Mali. Il marabout si assume la responsabilità dell’affidamento del bambino dal punto di vista educativo e della sussistenza, durante tutta la durata del suo soggiorno nelle daara.

I talibé nelle daara sono costretti a vivere in condizioni igieniche spaventose. Oltre alle carenze materiali, i bambini vivono di privazioni affettive e non andranno mai a scuola. Sono obbligati ad elemosinare una quantità di riso, zucchero e monete da consegnare quotidianamente al marabut.

L’associazione cerca di colmare i disagi di questi bambini e ragazzi, paradossalmente molto educati e disciplinati, regalando loro momenti di gioco in un luogo sicuro e sereno sotto la guida degli educatori e dei numerosi volontari che si alternano, ma soprattutto dando loro la possibilità settimanale di una doccia, di un ricambio di vestiti puliti e talvolta nuovi, di un pasto completo. Inoltre, un pomeriggio alla settimana, hanno anche la possibilità di svolgere due ore di alfabetizzazione.

Perché non andranno mai a scuola; raggiunta la maggiore età migreranno verso l’Europa, o troveranno lavori di fortuna, raramente torneranno dalle loro famiglie. Sono spesso dei fantasmi per l’anagrafe, le cure mediche le ricevono per caso e soltanto grazie all’operato di qualche associazione. Eppure sono curiosi di sapere, di conoscere; sono felici per ogni minima, e per molti qui, banale e scontata opportunità che gli viene offerta, sia essa quella di leggere loro una fiaba, di giocare una partita di calcio o trascorrere qualche ora serena in spiaggia.

Il “doposcuola”

Alcuni pomeriggi durante la settimana, al Centro “Giovanni Quadroni” si svolgono le attività di “doposcuola” con gli educatori ed i volontari. I bambini hanno così la possibilità di rivedere, in un secondo momento, i concetti e gli argomenti trattati a scuola, approfondire alcune tematiche, chiedere spiegazioni e chiarimenti: hanno quindi l’opportunità di essere seguiti meglio che a scuola, dove le classi sono da 80/90 bambini e quindi è molto più difficile, se non impossibile, che ogni bambino venga seguito dall’insegnante in modo approfondito per ogni argomento trattato.

Oltre ai corsi “doposcuola”, si svolgono anche altre attività insieme ai bambini di tutte le classi della scuola pubblica: a ragazzi e ragazze dai 13 ai 16 anni, coordinato da operatori, che imparano a scrivere articoli giornalistici e a realizzare interviste radiofoniche su temi  e problematiche attuali del proprio villaggio (igiene, riciclaggio, maternità precoce, ecc.).

A questi attività più prettamente didattiche, si alternano altrettanto importanti momenti di gioco.

 


Associazione "I Bambini di Ornella" Onlus - sede legale: via Parini, 10 - 22100 Como. CF 95081870131

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information